Gite in barca

Le numerose grotte presenti lungo il tratto costiero che va dal porto di Marina di Camerota alla Riserva Naturale Baia degli Infreschi, sono la testimonianza che i primi nuclei familiari trovarono rifugio qui, oltre mezzo milione di anni fa.
Il litorale è noto per tante interessanti grotte, all’incirca 100, alcune delle quali raggiungibili solo via mare e altre, che si aprono a picco sulle scogliere, raggiungibili attraverso sentieri, a volte un po’ impervi. Fra l’una e l’altra vi sono romantiche e nascoste calette.

Immaginando di dare le spalle a Marina di Camerota e di percorrere in barca il versante di Levante, dopo la spiaggia di Lentiscelle, s’incontra la Grotta della Serratura così chiamata per la forma dell’ingresso che riproduce fedelmente una “toppa” per la chiave.
Al fianco della penisoletta dello Zancale, che dà il nome all’omonima cala, Cala dello Zancale, appunto, si apre la Grotta degli Innamorati…
I vecchi marinai narrano che quando due ragazzi desiderosi di formare un nucleo familiare erano ostacolati dai genitori, scappavano, rifugiandosi all’interno della prima grotta abitabile che incontravano via mare, questa grotta, per la precisione. Al loro ritorno a casa, le famiglie si vedevano così costrette a celebrare il matrimonio “riparatore”!

Si procede, fino a raggiungere la Grotta di Cala Fortuna, anche detta Grotta Azzurra. Il suo nome deriva dal fatto che qui la pesca con la rete è sempre molto fruttuosa.
Circondata dai tre faraglioni della Luna, si entra nella Cala Montediluna.
Due sono le ipotesi riguardo la natura di questo nome.
La prima è legata all’impressione che si ha guardando dal paese verso questo punto, sembra, quindi, che la luna sorga dal monte omonimo che sovrasta la cala.
La seconda ipotizza che, rimirando da lontano la cala, par di vedere la sagoma della luna intagliata nella roccia.
Nel tratto seguente, a Cala Magnosa, laddove la scogliera si abbassa, si aprono la Grotta della Cattedrale, costellata di filiformi stalattiti bianche e la Grotta del Pozzallo, il cui nome prende spunto dalla presenza di un pozzo naturale.

Bisogna navigare ancora per un breve tratto prima di avvistare la Grotta della Madonna (o di Santa Maria), con colonne e colate parietali bianco-rosse. Dentro vi è una roccia che dà proprio l’impressione della Vergine in atteggiamento di preghiera.
Sempre sullo stesso versante c’è la Grotta di San Taddeo, che pare riprodurre fedelmente l’immagine del Santo.
Siamo ancora con gli occhi puntati verso questa parete di roccia , e, come per magia, prende forma la Grotta delle Noglie, termine che in dialetto locale significa salame, dall’ ingresso assai ampio .In essa sono stati rinvenuti reperti litici, come ad esempio un amo da pesca, dell’epoca Neolitica (ca. 8000 a.C.) e ceramiche attribuiti all’età del Bronzo (ca. 2000 a.C.).

Al centro della baia, entrando nell’area marina protetta di costa degli Infreschi, conosciuta già dagli antichi Romani che qui si rifornivano dell’acqua dolce che fuoriusciva da un pozzo naturale, si noterà una fessura nei calcari: si tratta della Grotta degli Infreschi, il cui nome si rifà alla frescura che vi è nel suo interno, dovuta alla presenza di questa sorgente.
Ancora miracolosamente immune agli insediamenti umani, il Porto Naturale degli Infreschi è uno dei siti di maggiore suggestione dell’intero Cilento costiero.
Un angolo di paradiso al centro del quale si apre un approdo naturale, meta di numerosissimi diportisti durante la stagione estiva, protetto da banchi di roccia contro di cui si rompono le spumeggianti onde di un mare incredibilmente azzurro.

Nelle acque di questa splendida baia, sono stati spesso avvistati dei delfini, attirati dalla straordinaria abbondanza di pesce azzurro.
Costa degli Infreschi è considerata il gioiello marino del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, insignita altresì del titolo di Patrimonio Mondiale dell’Unesco.

Cala Bianca è un meraviglioso angolo di paradiso, nel cuore del Cilento e a un tiro di schioppo da capo Palinuro e la Punta degli Infreschi. Eletta la “spiaggia più bella d’Italia” nel 2013, attraverso un concorso indetto da Legambiente sul web e intitolato “La più bella sei tu”. La Cala è un’oasi bianca, inscritta tra due speroni di roccia verdeggianti e lambita da un mare cristallino, solitamente di colore celeste, talvolta blu intenso (dipende dall’ora del giorno e dalla posizione del sole). La spiaggia è formata da piccoli ciottoli tondeggianti, di colore bianco, che hanno finito col dare il nome al luogo stesso. Sicuramente, per chi ama nuotare questo è il luogo ideale. Una nuotata nelle acque di Cala Bianca è un’esperienza rigenerante e, per certi versi, sorprendente: in alcuni punti l’acqua è più calda, a causa di alcune sorgenti d’acqua dolce presenti in zona.